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Busà: “Il tatami mi ha salvato la vita. Ragazzi, provatelo”

L’oro olimpico e le lezioni della pedana: “Questo sport insegna disciplina e rispetto”

Da Avola, in Sicilia, alla conquista del mondo, spot straordinario del karate a tinte azzurre. Campione italiano, europeo, iridato e olimpico. Campione di tutto. Luigi Busà oggi è una stella affermata ma sempre coi piedi ben saldi a terra. 

Come ha iniziato col karate? 

“Papà era un maestro e gestiva una palestra. Ci sono entrato a 4 anni per gioco, con le mie sorelle, e non ne sono più uscito. Cosa è per me il karate? Un amore immenso. Quando mi ritirerò, sarà come lasciare la fidanzata di tutta una vita”. 

Esistono tanti stili di karate, ancora poco uniti tra loro. Qual è la sua opinione? 

“Sogno di organizzare uno stage in cui sia possibile praticare il karate in tutte le sue forme. Magari anche con Michelle Hunziker, che pratica il Kyokushinkai, e che è sulla mia stessa lunghezza d’onda. Amiamo tutti il karate, vorrei fossimo uniti. Ognuno con la sua bellezza e tradizione”. 

Cosa vorrebbe fare da grande? 

“Sono ambizioso, come da bambino. Voglio studiare per diventare direttore tecnico di un team – perché no, della Nazionale – ma sono attratto anche dal campo manageriale, Coni compreso”.

Qual è l’insegnamento più importante che ha appreso? 

“Il karate è come la vita e nella vita ciò che più conta è saper mantenere il giusto equilibrio. Quando sei al top non devi sentirti un dio e quando sei in difficoltà non devi pensare di essere un fallito. Il karate fornisce gli strumenti giusti per affrontare le difficoltà in modo saggio”. 

Perché consiglierebbe la pratica del karate ai giovani? 

“La vita va vissuta a sei marce, il karate ti dà la settima. Come ti esprimi sul tatami, così ti esprimerai nella vita. È uno sport che insegna disciplina e rispetto, e l’allenamento permette di staccare da tutto, cellulare in primis, obbligandoti a socializzare”. 

Chi sono i suoi idoli? 

“Non ho idoli, perché credo non sia sano, ma punti di riferimento. Uno su tutti Roberto Baggio, il mio desiderio è conoscerlo. E poi Mike Tyson, che ce l’ha fatta pur arrivando dalla strada e che da piccolo veniva preso in giro per il suo peso, proprio come me”. 

Cosa direbbe a un giovane che viene bullizzato? 

“Di praticare sport, quello che mi ha salvato la vita. Non bisogna rispondere alla violenza con altra violenza, ma anzi serve capire che chi attua bullismo in realtà è il primo che necessita di aiuto. Un messaggio da far passare innanzitutto agli adulti”. 

Pensa di essere un idolo? 

“Me lo dicono in tanti e mi fa tanto piacere. I messaggi più commoventi sono quelli dei genitori che mi vedono come esempio positivo per i figli: impagabile”. 

Soddisfatto di come è diventato il piccolo Luigi?

“Molto, ogni tanto gli dico: “Caspita, cosa abbiamo fatto!” Ma sono anche uno che non si accontenta mai. Allora mi fermo e mi pongo sempre nuovi obiettivi”. 

Tokyo 2020 le ha lasciato… 

“Una medaglia d’oro, notorietà e credibilità, che cerco di utilizzare per arrivare a fare grandi cose, anche e soprattutto nel sociale”. 

Se le dico Parigi 2024? 

“Provo amarezza. Purtroppo il karate è uscito dal programma olimpico. Spero rientri al più presto, magari già nel 2028: avrò 41 anni, vedremo. Nonostante questo, se mi dite Parigi ‘24 rispondo con un però. Potrei esserci anch’io, chissà…”.

https://www.gazzetta.it/tutti-in-campo/04-10-2023/busa-il-tatami-mi-ha-salvato-la-vita-ragazzi-provatelo_amp.shtml

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